| L'industria
conciaria italiana - Statistiche |
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L'industria conciaria italiana impiega circa 18 mila addetti in oltre 1.400 aziende, ha un fatturato annuo di 4,6 miliardi di euro ed è storicamente considerata leader mondiale per l'elevato sviluppo tecnologico e qualitativo, lo spiccato impegno ambientale e la capacità innovativa in termini di design stilistico.
Il settore è formato soprattutto da piccole e medie imprese, sviluppatesi principalmente all’interno di distretti specializzati per tipologia di lavorazione e destinazione merceologica.
La principale area conciaria nazionale si trova nella Valle del Chiampo, in provincia di Vicenza, dove si concentra oltre la metà della produzione nazionale. Qui convivono aziende di medie dimensioni e grandi gruppi industriali, la cui principale specializzazione produttiva sono le pelli bovine per arredamento e calzatura.
La regione con il maggior numero di imprese è invece la Toscana (S. Croce sull’Arno e Ponte ad Egola, 27% del fatturato nazionale), dove le lavorazioni conciarie sono caratterizzate da un elevato grado di artigianalità e flessibilità (pelli bovine e vitelline destinate alla moda). Infine, vi sono due distretti specializzati nella concia di pelli ovicaprine per calzatura, pelletteria ed abbigliamento in Campania (soprattutto a Solofra, nell'avellinese, 10% del totale) e in Lombardia (principalmente nella zona di Turbigo, 5%).
La nostra industria ricicla e nobilita una scarto dell’industria alimentare della carne, cioè le pelli grezze prodotte in conseguenza della macellazione. La principale tipologia animale processata è quindi la bovina adulta, che incide per il 69% della produzione complessiva, seguita dalle ovine (14%), dalle capre (10%) e dai vitelli (7%). Solo lo 0,4% delle pelli conciate dal settore appartiene ad altre razze animali (rettili, suini, ecc.).
I principali clienti sono tradizionalmente i produttori di calzature, a cui viene venduta quasi la metà delle pelli prodotte a livello nazionale (48%). Segue l’industria della pelletteria (19%), l'arredamento (18%), l’abbigliamento (6%) e gli interni auto (5%).
La concia è uno dei settori industriali italiani maggiormente internazionalizzato, come appare dai dati di commercio estero. L'export di pelli finite, destinato a 134 Paesi, attualmente rappresenta infatti oltre 2/3 del fatturato totale (percentuale doppia rispetto a 15 anni fa), mentre l’approvvigionamento estero di materia prima, che copre oltre il 95% del fabbisogno del settore, ha origine da 126 Paesi, sebbene soffra del forte protezionismo di alcuni importanti concorrenti extra-UE (Brasile, India, Argentina, Russia).
Nonostante la loro agguerrita concorrenza (oltremodo avvantaggiata anche da insufficienti standard ambientali e sociali), l'industria conciaria italiana detiene tuttora una posizione di assoluto primato internazionale. Il valore della nostra produzione pesa infatti per il 18% a livello mondiale - percentuale che sale al 67% se consideriamo la sola Unione Europea. Sul piano commerciale calcoliamo inoltre che una pelle su quattro commercializzate tra operatori internazionali è di origine italiana.
Industria Conciaria 2008 - Consultazione on line
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